martedì 17 settembre 2013

GRAZIE!

Nella vita bisogna sempre avere fede e credere che tutto possa cambiare per il meglio. 
Le cose hanno ripreso ad andare per il verso giusto. Quando vivi la vita con atteggiamento positivo, apprezzando ogni singolo giorno, la vita ti restituisce sempre più cose per le quali esserle grato. Io l'ho sempre pensata così. 
E come non dare peso a questa affermazione quando ti capitano dei  piccoli, grandi miracoli?
In settimana l'associazione Sbirrando di Calusco d'Adda mi ha regalato un soggiorno a San Candido, che farò sicuramente a ottobre. Quando mi hanno chiamato per dirmelo mi sono emozionata.  È  stata grande la sorpresa per un gesto veramente inaspettato, un immenso e sentito GRAZIE!!!
Un altro ringraziamento speciale va all'associazione “Progetto per la vita onlus”, che mi ha dato un graditissimo aiuto economico...GRAZIE!!!.
Inoltre il comune di Calusco d'Adda (GRAZIE di cuore), domenica 22 settembre in occasione della Festa del volontariato ha organizzato una raccolta fondi per potermi aiutare. Ringrazio fin da ora quanti parteciperanno a questa iniziativa.
Il pensiero di tanta solidarietà nei miei confronti mi illumina le giornate e aumenta la speranza di poter realizzare il sogno di trasferirmi a San Candido. L’ho sempre detto: sono fortunata.
E infine, GRAZIE a mia mamma Fiorenza, mio fratello Alessandro, al mio fidanzato Marco... (vi AMO più di ogni altra cosa al mondo), e a tutte quelle persone che, se pur nell'ombra, mi stanno aiutando a realizzare il mio sogno di tornare ad avere una vita normale.
                                      Sara


lunedì 9 settembre 2013

La storia di Francesca

Alcuni giorni fa l'Eco di Bergamo ha pubblicato un articolo che parla di Francesca, un’altra ragazza che come me soffre di M.C.S.
Grazie al quotidiano, aveva conosciuto la mia storia e scoperto il notevole miglioramento che avevo avuto con una breve vacanza a San Candido.
Mi aveva quindi contattato per avere maggiori informazioni. Le avevo confermato i benefici della mia cura alternativa, San Candido appunto, di come là riuscivo a uscire, a muovermi in mezzo alla gente, a mangiare e come i sintomi sparivano lentamente uno dopo l'altro.
Le avevo detto che il mio sogno è quello di andare a vivere là per poter riprendere ad avere una vita quasi normale.
Ora io e Francesca condividiamo lo stesso sogno.
Dopo aver passato lei stessa un periodo di vacanza in Val Pusteria, ha riscontrato gli stessi miei miglioramenti, riconoscendo come me San Candido come una cura efficace.
Quando ho letto l'articolo mi sono emozionata fino alle lacrime.
Mi ha fatto sentire ancora utile.

Sara

martedì 3 settembre 2013

Una giornata diversa... ma non troppo

Sabato scorso, per  il compleanno di mia sorella, sono andata al bar a due passi da casa mia dove andavo ogni tanto a prendere un caffè quando lavoravo.
L'ho potuto fare perché, almeno fisicamente, mi sentivo molto meglio rispetto ai giorni precedenti. Come morale, invece, ultimamente non va tanto bene, mi sento triste, persa e sola. Ci sono giorni che devo sforzarmi di trovare le forze per andare avanti e affrontare un altro giorno. Il mio stato d'animo è ko anche se cerco di nasconderlo a chi mi sta vicino .
Tornando al compleanno, munita di mascherina, guanti e tanto coraggio mi sono vestita con jeans, maglietta sfiziosa, calzine di cotone e scarpe col tacco: mi sentivo tanto carina e tanto normale.

Sono stata via ben due ore e mi sembrava un sogno. Anche se fegato e reni mi facevano malissimo, io sorridevo e facevo finta di niente, perché era la mia serata di normalità dopo mesi di clausura.
Non contenta, finita la festa e ormai piegata dai dolori, ho messo piede nel negozio da parrucchiera che ora è di mia sorella.
Mi sembrava di essere Pinocchio nel paese dei balocchi e per un attimo ho rivisto la mia vita com'era prima.
Katia mi dice sempre di non rimpiangere il passato ma di essere grata per quello che ho adesso, la vita cambia e bisogna imparare a fare tesoro di quello che ancora si ha.
Però in questi momenti è difficile.
Quando sono tornata a casa, avevo male ovunque, acidità di stomaco, nausea, ma l'unico vero dolore che ho sentito è stato quello che avevo nel cuore.
Emotivamente è stato come perdere tutto di nuovo. Grazie al cielo c'era Katia che mi ha dato il suo solito affettuoso sostegno in una lunga telefonata.
È difficile parlare di queste cose, soprattutto per me che ho sempre cercato di essere positiva in tutto e per tutto, ma sono in un periodo in cui mi sento veramente bisognosa di aiuto. Mi sento persa e ho paura.
 Sara

Nella foto: Senza mascherina, un solo attimo, per una foto ricordo con mia mamma


martedì 27 agosto 2013

Tutto è vita, nel bene e nel male

Quando stavo bene e avevo qualche preoccupazione, oppure ero triste o semplicemente volevo staccare la spina, mi distraevo uscendo con gli amici: un bicchiere di vino, una cena, una birra e tanto shopping... capitava che  in piena notte aprivo il frigo e mi facevo un panino con melanzane, sottiletta, il tutto annegato in tanta maionese. Prima di arrivare a questi livelli,  evitando i due tre alimenti che mi davano allergia, digerivo anche i sassi e mangiavo di tutto. Mi piaceva andare in giro da sola, per negozi, al supermercato, perfino al ristorante.
Ora non posso neanche stare a casa da sola.
Però mi sono abituata.
E sì!!! Se c'è una cosa che la malattia mi ha insegnato è che ci si abitua veramente a tutto pur di vivere, dallo stare chiusi in quattro mura, a mangiare i soliti alimenti, a lavarsi solo con acqua.
Ci si abitua perfino all'assenza della persona che ami (un marito, un fidanzato, un genitore, un’amica ).
La  vita sotto questo punto di vista è meravigliosa, la voglia di vivere e di andare avanti prevale su tutto finché hai fede e qualcosa in cui credere.
Purtroppo non tutti hanno questa forza e si nascondono dietro mille obiezioni,  mille ma e mille se. La verità è che sono scuse per non cambiare e per continuare a fare quello che si vuole, anche se sbagliato.
La vita va avanti nonostante momenti brutti, malattie e delusioni. Le persone non sono dei giocattoli che si possono mettere in pausa finché il pessimo periodo non passi, altrimenti un giorno alzerebbero gli occhi e si accorgerebbero che intorno a loro non c'è più nessuno.
Io ho deciso di esserci anche nei momenti no, nel dolore e nella tristezza perché tutto è vita nel bene e nel male, perché la felicità si trova anche nei momenti bui (soprattutto quando puoi contare sulle persone giuste), non solo quando la vita ti sorride.


                                               Sara

martedì 20 agosto 2013

Sono tornata

Dopo molti giorni o meglio, settimane, che non scrivo eccomi finalmente tornata.
Il morale va meglio anche se fisicamente “ho avuto giorni migliori”, ma quando si sta bene psicologicamente si affronta la malattia e tutto quello che ci circonda con uno spirito diverso, con più armonia e serenità.
In queste settimane ho fatto puzzle, ho disegnato, ho chiacchierato al telefono con le amiche, sono stata con le persone che amo e sì, ci sono stati giorni che avevo solo voglia di isolarmi e stare da sola.
Non ho patito il caldo perché Marco a inizio estate si è preoccupato di trovarmi un condizionatore con filtri al carbonio e epa. Anche lo stomaco ne ha avuto giovamento in quanto non ho avuto il solito reflusso dei succhi gastrici che col caldo non mi danno tregua.
Finalmente l'Inps mi ha concesso l'assegno di accompagnamento e questo mi aiuta un po’ a concretizzare il mio progetto di trasferirmi a San Candido, naturalmente insieme alla mia dolce metà.
Non dormo molto di notte e spesso neanche di giorno. Ogni tanto, quando riesco, armata di mascherina e buona volontà, cucino qualche dolce che naturalmente mangerà qualcun altro, ma mi procura piacere e soddisfazione cucinare per le persone che amo, mi fa sentire utile e bene con me stessa. 
Ultimamente fatico a mangiare. È successo dopo che sono stata male per aver mangiato un alimento di dubbia provenienza, noi lo abbiamo acquistato per bio ma il mio corpo lo ha riconosciuto come un alimento trattato. Già dal primo boccone ho sentito tutta la bocca e le gengive sensibilizzate, all'inizio ho pensato che fosse solo un’idea mia, insomma era una verdura che consumavo abitualmente, ma, al quarto boccone mandato giù con fatica come i tre precedenti ,i sintomi si sono fatti prepotenti, ho passato tre ore da incubo (sudorazioni fredde, mal di stomaco, nausea, mal di testa, dolori muscolari, pruriti sparsi e bruciore agli occhi) prima di cominciare a stare meglio.
Quando mi capitano queste cose, il mio rapporto con  il cibo peggiora ulteriormente, ci sono stati un paio di giorni che se non ci fosse stato Marco non avrei mangiato dalla paura, lui mi aiuta in questi casi a sciogliere la tensione e a essere coraggiosa, si perché con la M.C.S. a volte ci vuole coraggio anche per mangiare.
Spesso sogno a occhi aperti il “mio” bellissimo lago Braies; vorrei trovarmi sulle sue sponde con i piedi in ammollo a leggere un libro. Spero di riuscire a vederlo ancora una volta prima che ghiacci. Ho voglia di sole sulla pelle e di vento nei capelli, di essere indipendente, ho voglia di libertà!!!
Vorrei che almeno per un giorno tutto tornasse alla normalità.
Ormai manca poco e io aspetto con gioia e trepidazione il cambiamento che tanto cerco per stare meglio e tornare a vivere...

                                                               Sara

sabato 10 agosto 2013

Nella giungla delle case editrici (seconda parte)

“In-cassa editrice” o “casa editrice? Questo il problema.Puzzled.svg
Prima arriva una mail o una telefonata con la dichiarazione di avere letto il manoscritto e di essere interessati alla sua pubblicazione, poi, senza altri preamboli, viene inviato per posta raccomandata un contratto da firmare con la richiesta di un sostanzioso contributo per avere l’assistenza editoriale, la pubblicazione, il programma pubblicitario, ecc. Leggendolo, sembra tutto bello e facile (se si esclude la cifra da sborsare) ma navigando qua e là in internet scopri che, a parte l’incasso del contributo, il resto è tutto aleatorio.
Personalmente ho avuto la possibilità di leggere un libro pubblicato in questo modo. Mi sono fermata a pagina 5 dopo aver trovato un refuso ogni tre righe e macroscopici errori da parte dell’autrice: evidentemente la pseudo casa editrice ha incassato i soldi e stampato il libro senza fare la correzione delle bozze. Mi domando se l’abbia mai letto.
Ma non tutte le case editrici sono così. C’è anche chi ha scritto dicendo che il progetto gli piace e che valuterà il manoscritto, ma che per farlo ha bisogno di tempo oppure suggerendoci già alcune modifiche (sine qua non...). Ci sono quelle che informano semplicemente con una mail in automatico che i loro tempi di risposta sono dagli otto mesi in su. C’è poi chi dichiara di non voler più ricevere manoscritti e chi invece chiede di mandarli solo in certi mesi dell’anno. Direi risposte serie e utili.

  Patrizia

martedì 30 luglio 2013

Nella giungla delle case editrici (parte prima)

In fondo mi diverto. Esplorare il mondo delle case editrici, o sedicenti tali, assicuro, è un’esperienza non da poco. Ci sono delle certezze:
-          tutti scrivono di tutto e le case editrici sono sommerse quotidianamente da manoscritti di autori sconosciuti, ognuno con il suo piccolo o grande sogno nel cassetto. Quindi ci troviamo sperdute in una folla
-          c’è la crisi, con tutte le conseguenze del caso (inutile ribadirle)
-           anche le case editrici, vere o false,  sono centinaia. Alla faccia della crisi
-          occorre tenere occhi e orecchie ben aperti per non cadere nella trappola di chi vuole solamente spillare soldi.
A proposito dell’ultimo punto, a volte non è difficile capire che ci troviamo di fronte ad una “in-cassa editrice”. Ad esempio sono stata contattata da uno pseudo editore che ha esordito con tono entusiastico facendo un sacco di complimenti sul lavoro che gli abbiamo inviato, passando poi al tono mesto di chi deve spiegare che ahimè la situazione congiunturale obbliga a chiedere agli autori con contributo per la stampa del libro, smascherandosi apertamente quando dopo alcune mie domande mi ha fatto capire che la documentazione che gli avevo inviato non era stata minimamente letta, per finire con una gaffe sulle cartelle editoriali (in pratica non sapeva cosa fossero). Beh, almeno è stato chiaro!
Ci sono però anche le “in-cassa editrici” più subdole che hanno messo a punto una strategia ben pianificata per far cadere nella rete gli autori speranzosi. Qui capire bene la situazione diventa un po’ più difficile. Meno male che c’è internet dove si possono trovare aiuti, consigli e soprattutto commenti di chi ci è già passato, prendendo sempre tutto con le pinze perché anche nel mondo degli internauti c’è di tutto e di più.
Insomma una bella esperienza che mi sta trasformando in detective alla ricerca di una casa editrice degna di questo nome alla quale possa interessare il nostro lavoro. 
Emoticon smile.svg Patrizia