martedì 18 giugno 2013

La mia settimana "benessere"


Guardo fuori dalla finestra e il panorama è da togliere il fiato, con le montagne di San Candido davanti a me.
Il clima è piacevole, il sole mi scalda la pelle e sento gli uccellini cantare.
Io e Marco siamo finalmente partiti per la settimana offertami dal sindaco Werner Tschurtschenthaler e dalla sua Amministrazione, che ringrazio con tutto il cuore.
E' la nostra prima vacanza insieme completamente soli.
La convivenza non è facile, ma tutto sommato raggiungiamo un buon equilibrio. Per molti versi siamo simili, vogliamo stare insieme conservando però ognuno la propria identità.
Lui è sempre attento, cucina per me, lava i piatti e cerca per quanto gli sia possibile di non farmi mancare niente, devo dire con ottimi risultati.
Fatico ancora ad aggiungere alimenti, l'ultima crisi è stata pesante e traumatizzante e ho ancora moltissima paura.
In questi giorni stiamo guardandoci in giro per cercare una casa per la nostra vita futura. Pensiamo di trasferirci qui prima della fine dell'anno, per ora è solo un progetto, ma piano piano sta prendendo sempre più forma.
Nell'attesa continuiamo con serenità e complicità a goderci gli ultimi giorni di questa bellissima vacanza insieme.
Il mio sentimento per Marco è sempre più forte. Mi rendo conto di tutto quello
che sta facendo per me, lo so che rinunciare alla sua vita per seguirmi definitivamente a San Candido non è facile.
Ti amo, Marco, veramente e con tutta me stessa, non ho mai amato nessuno quanto amo te...


 Sara


martedì 4 giugno 2013

L'abito non fa il monaco ma a volte la felicità


Tre anni fa ero una persona come tante.
Sveglia presto, doccia, scelta d'abiti, colazione e via di corsa al lavoro.
I miei gesti quotidiani erano per me scontati, non avrei mai pensato che di punto in bianco ogni certezza sarebbe crollata così all'improvviso.
La prima cosa a cui ho dovuto rinunciare sono stati numerosi cibi, il primo a essere eliminato dalla mia tavola  e' stato il pomodoro. Poi ho rinunciato a bagnoschiuma, shampoo, dentifricio, ,detersivo per lavatrice,  e qualsiasi abito con una minima percentuale sintetica. infine ho chiuso il negozio e perso l'opportunita' di lavorare
Adoravo i miei abiti, quando ero triste, di cattivo umore o non mi sentivo particolarmente in forma mi vestivo di tutto punto in modo semplice ma elegante, un bel paio di scarpe e via ad affrontare il mondo a testa alta.
In un attimo tutto è cambiato.
La mia femminilità ne ha risentito, a volte non mi sentivo neanche una donna.
Piccoli gesti quotidiani che ora non do più per scontati.
Come indossare un reggiseno... e' stato uno dei capi che mi è mancato di più in questi anni, non ne esistono o quasi senza elasteno, mi ero ormai rassegnata, ne avevo acquistati alcuni che spacciavano per 100% cotone ma cosi non era, la pelle si arrossava e bruciava da impazzire, poi un giorno navigando su internet sono capitata su un sito di abbigliamento biologico, ci sono molti capi deliziosi e biancheria intima veramente carina .
Mi sono decisa a prenderne uno per provare e ora finalmete ho un reggiseno che riesco a indossare.
Per chi come me soffre di questa patologia sa che è un problema anche solo vestirsi, ma grazie a persone come la signora Mancinelli proprietaria del negozio Altramoda (http://www.altramoda.net/ ), che ringrazio di cuore, anche vestirsi sta ritornando ad essere un piacere.
Oppure indossare un paio di ballerine rosse... Marco pochi giorni fa me ne ha regalate un paio veramente meravigliose, le adoro... quando le ho ai piedi mi sento Dorothy nel mondo di OZ.
Classe, eleganza e femminilità, stanno tornado nelle mia vita, e per questo voglio ringraziare chi mi aiuta a rende quotidianamente tutto questo possibile....
Sara

lunedì 27 maggio 2013

Auguri


Pochi giorni fa, il 25 maggio è stato il compleanno di mio fratello Alessandro, il 28 maggio invece è il mio.
Alex e Sara... qualche"settimana" fa
Abbiamo sempre festeggiato il doppio anniversario insieme fin da quando eravamo piccoli. Quando stavo bene avviavo i preparativi a inizio mese, per me era una gioia tutti gli anni, sceglievo con cura chi invitare, il tema della festa, cosa cucinare… Dopo il Natale è in assoluto la mia festa preferita.
Ora è tutto diverso, se non fosse per le persone che mi stanno vicino, quest'anno non lo avrei festeggiato, avrei chiuso le tapparelle, spento il telefono e infilata fino alle orecchie sotto il piumone.
Ultimamente sono successe delle cose che mi hanno lasciato un po’ così.
Sono infatti tre settimane che sto malissimo fisicamente e in quest'ultima anche psicologicamente rendendo il tutto ancora più difficile.
Una persona molto vicino che amo e che ho sempre stimato mi ha veramente deluso, mi sono accorta che il suo unico pensiero è esclusivamente per se stessa.
Grazie a Katia, che telefonicamente mi ha tenuto compagnia quasi tutte le sere, a mio fratello che mi insegna (o almeno ci prova) a non prendermela e a Marco che oltre che la mia dolce meta è anche il mio miglior amico (senza di lui mi sentirei persa),sono riuscita a ritrovare un minimo di  equilibrio e serenità che mi aiutano in molti casi a sopportare il dolore fisico.
Molte persone ultimamente mi hanno chiesto come sto e come va con Marco, rispondendo alla prima posso dire che non va tanto bene, ma sono stata anche peggio, e con Marco va tutto benissimo, per ora mi sopporta ancora, naturalmente scherzo, ti amo tanto Marco!!!
Voglio concludere augurando un buon compleanno ad Alessandro, un buon compleanno a me e un buon non compleanno a tutti voi...
                                                        Sara



martedì 21 maggio 2013

Per Alberto un marito, un padre, un amico e un uomo esemplare

Non posso parlare di me senza ricordare le persone che amo.

Te ne sei andato in silenzio senza fare rumore, lasciando un vuoto impossibile da colmare.
Ho cercato di fingere che non fosse mai successo, ma tutte le sere prima di  andare a letto e le mattina appena sveglia un pensiero fisso entrava in me facendo lacrimare il mio cuore.
Sei stato per me una persona speciale, unica, insostituibile, i tuoi insegnamenti mi accompagneranno per sempre.
Ti ho sempre considerato un secondo padre, tu ai miei occhi raffiguravi la bontà fatta uomo.
Hai sempre aiutato me e la mia famiglia nei momenti di difficoltà senza chiedere in cambio niente.
La tua perdita mi ha lasciato un segno nel profondo, un segno che ricorderò sempre con amore e affetto.
La malattia purtroppo non mi ha permesso di accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, come non mi ha permesso di stare vicino a te e Aurora nei tuoi ultimi giorni come avrei voluto.
Sono grata di aver avuto la fortuna di conoscerti.
Grazie per tutto Alberto ti abbraccio dal profondo del mio cuore
                                                              Sara

martedì 14 maggio 2013

Nell'attesa del libro


Manca proprio poco alla fine del libro che stiamo scrivendo, ma in questi ultimi mesi la stesura degli ultimi capitoli ha avuto uno stop per vari motivi, in particolare quello relativo alla salute di Sara. Ma… “ce la faremo” ci diciamo sempre, determinate più che mai.
Nell’attesa, pubblichiamo un breve brano di quanto giù scritto.
“Ricordo che all’età di 24 anni, avevo un paio di denti da togliere e da ricostruire. Mi sono rivolta a non so quanti dentisti, ma appena facevo vedere il mio bel cartellino delle allergie tutti mi davano il benservito consigliandomi altri colleghi. Insomma facevano lo scaricabarile l'uno con l'altro.
Finché non mi sono rivolta a un ospedale stomatologico, i cui medici quando mi videro si misero le mani nei capelli ma, dato che era un ospedale pubblico, non poterono fare come gli altri e mandarmi altrove.
Decisero di estrarmi i denti in anestesia totale, in una camera operatoria, pronta all'occorrenza in caso di complicazioni.
Quando mi risvegliai, mi ritrovai circondata da medici e infermieri. Una di questi, lo ricordo come fosse ieri, continuava a ripetere: “Non si sveglia… non si sveglia...”
Appresi poi che era più di mezz'ora che cercavano disperatamente di farmi riprendere conoscenza.
Mi dissero anche che c'erano stati dei problemi e che non avevano potuto testare su di me gli anestetici locali, come si erano ripromessi di fare prima dell’intervento, perché troppo pericoloso.
Quella fu l'ultima volta che qualcuno intervenne sulla mia dentatura.”

martedì 7 maggio 2013

Sabato vi aspettiamo a Calusco


Quando mi sono aggravata, tre anni fa, è stato un dolore chiudere il mio salone da parrucchiera  e buttare all'aria i sogni di una vita.
Ora è tutto trasformato e ho nuove e diverse prospettive.
Ma come al solito, quando pensi che tutto sia perduto, qualcosa di straordinario accade e ti fa comprendere che tutto nella vita è possibile.
Mia sorella Emanuela ha ritirato il mio ex negozio, l'ha ristrutturato e modernizzato, ormai è diventato irriconoscibile, ora si chiama Tiffany Acconciature .
Sabato 11 maggio alle ore 17 siete tutti invitati all'inaugurazione che si terrà in viale Rimembranze 68 Calusco d'Adda (Bg).
Per me è un grande sollievo e conforto sapere che è andato in mano a una persona a cui voglio molto bene.
Colgo l'occasione per farle i miei più sinceri auguri di una buona riuscita.
Mi sarebbe piaciuto essere presente all'inaugurazione anche solo per una frazione di secondo, ma purtroppo la malattia sta avendo la meglio, la situazione ormai è degenerata al punto che non riesco più né a bere né a mangiare, tutto mi crea intolleranza, e dopo dieci giorni così il mio corpo ormai è stanco e debilitato.
Stasera mi sono resa conto che non riesco a stare in piedi senza barcollare e ogni tanto cadere, ho continui colassi e comincio ad avere pesanti crisi respiratorie.
A volte penso di non farcela, ma poi mi rendo conto che l’affetto delle persone che mi sono vicine è di forte aiuto.
                            
                                                           Sara

martedì 30 aprile 2013

M.C.S., un killer da combattere


Non sempre è possibile avere pensieri positivi, soprattutto quando giungono notizie che fanno gelare il sangue, che mettono tristezza e ricordano per l'ennesima volta quanto fragile sia la nostra vita.
Pochi giorni fa su un profilo di Facebook ho trovato il mesto annuncio di una sorella che comunicava la prematura morte del fratello.
Non ho avuto modo di conoscere né l’uno né l'altro, ma le sono molto vicino nel dolore. Anche lui, purtroppo, soffriva di M.C.S. (Sensibilità Multipla Chimica), aveva solo 32 anni, un anno in meno di me. Come potrebbe non toccarmi da vicino questo terribile fatto?
Oltretutto mi ha portato alla mente la storia di Linda, 36 anni, anche lei affetta da M.C.S, scomparsa lo scorso marzo.
Linda in seguito all'assunzione di un antibiotico è morta dopo mesi di agonia, senza la minima assistenza sanitaria. Dicono che in Italia esiste il diritto di cura, ma forse non è così per tutti.
E poi c'è la storia di Rosaria, 52 anni, morta il 18 aprile dopo che le è stato iniettato il liquido di contrasto per una risonanza magnetica. Lei non era affetta da Sensibilità Multipla Chimica, ma era nota per molteplici allergie ai farmaci. Nell'arco di dieci minuti è stata strappata alla vita e ai sui cari.
Non posso fare a meno di avere paura, leggendo queste notizie, un nodo mi stringe la gola e la tristezza mi riempie il cuore.
Posso solo sperare che non mi capiti mai niente, perché altrimenti non saprei cosa fare.
La settimana scorsa mi sono rivolta al Pronto soccorso perché a un improvviso e violento dolore alla parte destra della testa era seguita un’astenia alla parte sinistra del corpo. Ho dovuto lasciare l’ospedale prima di essere visitata perché l'esposizione a sostanze a me nocive mi provocava più danni del problema stesso.
Ho riportato conseguenze fino a pochi giorni fa e non so ancora cosa abbia scatenato il malore iniziale.
Quando sono tornata a casa ho semplicemente pensato che qualsiasi cosa fosse stato non avrei potuto comunque farci niente dato che non posso assumere nessun tipo di farmaco.
La M.C.S. è molto complicata da gestire nel quotidiano, quando si sta tutto sommato abbastanza bene, figuriamoci quando si ha qualche problema che richiede l'intervento sanitario.  I casi citati dicono tutto.
Ribadiamo quindi la necessità di dare il più possibile spazio all’informazione, chissà mai che medici più preparati possano evitare queste sciagure. Ed è per questo che io e Patrizia abbiamo deciso di scrivere la mia storia: se la mia esperienza potrà diffondere una maggiore conoscenza della M.C.S. e aiutare qualcuno, potrò dire che non sto soffrendo invano.
   
                                                                    Sara