martedì 15 gennaio 2013

Mi sento viva, all'improvviso...


Il nostro primo puzzle insieme
Eh, sì, c’è di più.
Quando s’incontra un lui (o una lei) che piace molto, ci si chiede quali emozioni possano suscitare un suo abbraccio, un suo bacio, ci si immagina di stringerlo a sé e si sogna la magia di quel momento.
Non pensavo che per me tutto questo fosse ancora possibile.
Invece è arrivato lui, Marco, che mi ha messo nella condizione di poterlo abbracciare e baciare, di sentirmi protetta dal calore delle sue braccia e di vivere momenti unici ed emozionanti.
Mentre ero intenta a proteggermi per non farmi male, mi sono ritrovata non so come a sentirlo parte di me.
Marco mi si è avvicinato in punta di piedi e quando ci siamo incontrati tra noi è scattata la scintilla che in un attimo ha trasformato tutto.
È la persona migliore che potessi conoscere, il mio piccolo miracolo, la conferma che nella vita bisogna sempre credere che tutto sia possibile.

Grazie, amore mio! Ti amo.
                                                                           Sara

martedì 8 gennaio 2013

Un pieno di emozioni


Oggi voglio ringraziare le numerose persone che mi hanno dimostrato solidarietà e affetto in queste ultime settimane.
A breve partirò per la mia agognata montagna. Per questo devo ringraziare un giovane imprenditore dell'Isola bergamasca che vuole rimanere anonimo e che ha prenotato un soggiorno di 15 giorni a San Candido per me, mia mamma, mio fratello e la mia cagnolina.
Quando tornerò a casa lo farò con il cuore leggero perché a giugno ripartirò per tornare in quella che per me ormai è diventata una seconda casa. Infatti  il sindaco di San Candido, Werner Tschurtschenthaler, messo al corrente della mia storia, mi ha offerto una settimana sulle sue montagne. Vorrei veramente che potessero leggere nel mio cuore per capire la gratitudine che provo per loro.
Colgo l'occasione di ringraziare anche i titolari del Wachtler residence che, grazie alla loro attenzione e sensibilità, rendono possibile il soggiorno anche a persone con la mia particolare patologia.
Poi ci sono stati i graditissimi regali degli amici che ringrazio tantissimo, senza dimenticare i doni di persone meravigliose che non conosco, ma che hanno comunque trovato il modo di farmi sentire il loro affetto,  Laura e il suo compagno per esempio.
Qualche giorno fa poi mi è stato consegnato tramite pacco postale un puzzle raffigurante una bellissima montagna. Sono rimasta di stucco: ero e sono veramente felice. Ringrazio  Marcello, Laura e Fabrizio: non avete idea dell'emozione che mi avete dato.
Inoltre ringrazio il mensile Ok salute e benessere che nel mese di gennaio ha dato voce alla mia storia, l'Eco di Bergamo che non ha perso occasione per dedicarmi un altro articolo e inoltre il quotidiano Alto Adige che ha raccontato di me.
Infine un grazie va a Claudia detta Clo,  voglio farle sapere che anche se mi faccio un po’ desiderare tengo molto alla sua amicizia.
Ciò che è successo è stato veramente molto emozionante e inaspettato, ma quando credi che tutto sia troppo accade qualcosa di ancora più eclatante. Infatti c’è molto di più, una storia che merita un post tutto per sé…

Sara

venerdì 4 gennaio 2013

Buon compleanno, papà


Ci sono giorni in cui guardo la tua foto e sorrido, altri in cui mi manchi da morire, il dolore che hai lasciato dentro di me mi devasta, mi distrugge.
Mi chiedo dove sei, se stai bene, se ogni tanto mi vieni a trovare... a proteggere.
Il sei gennaio è il tuo compleanno e non posso fare a meno di pensare a cosa avremmo fatto se fossi ancora qui.
Mi sembra ieri quando venivi a prendermi a scuola, quando il sabato sera non andavi a letto se non ero tornata a casa, quando mi sono svegliata dopo un’operazione e tu eri lì, con me.
Tu mi hai insegnato l'amore incondizionato, a rialzarmi dopo ogni caduta, a non mollare mai, ad avere sempre fede e a rincorrere i miei sogni fino alla fine. Ma soprattutto mi hai insegnato che sbagliare è umano ma perdonare è meglio.
Spero che ovunque tu sia ti arrivi il mio pensiero...
Buon compleanno, papà 
                                                                                                             Sara

domenica 30 dicembre 2012

Un anno da ricordare


Tra qualche giorno si aprirà il 2013.
Penso a quello che mi è successo quest'anno, tutto ha dell'incredibile.
Ho conosciuto Patrizia, con lei ho cominciato a scrivere il libro che parla di me, della mia vita, della malattia che mi ha travolto e scombinato l'esistenza.
A pochi mesi dall'inizio dell'anno la Regione Lombardia mi ha riconosciuto l'invalidità del 100% per M.C.S.; potrebbe sembrare una prassi normale (e logica), ma in questo caso non lo è.
È nato il blog e si sono accumulate emozioni sopra emozioni.
Ho fatto dieci giorni a San Candido a luglio, dove per un attimo mi è sembrato di rinascere e ho capito cosa fare per riavere la mia vita.
Poi è arrivato Dicembre e inaspettatamente ho avuto modo di conoscere persone nuove, persone che ora posso chiamare amici.
Con Natale ho ricevuto regali unici e inaspettati, non potrò mai ringraziare abbastanza per quello che è stato fatto per me e la mia famiglia.
Intanto la malattia procede il suo corso, ci sono giorni che mi lascia in pace altri che non mi lascia respirare dal dolore, ma, come dice l'imperatore della Cina in Mulan, “Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi a esso”.
L'ultimo dell'anno lo passerò con la mia famiglia, mia sorella, il suo compagno e mia nipote...avrebbe dovuto esserci anche un’altra persona ma per impegni di lavoro presi in precedenza non potrà essere al mio fianco... Auguro a tutti, in particolare a chi ci segue, un FELICE ANNO NUOVO.
                                                                  Sara

Difficile non cadere nella retorica. Mi limito a dire quindi che ho condiviso con Sara questo 2012 e sarà un anno da ricordare. Ma forse sarebbe più giusto dire “abbiamo condiviso” perché attraverso il blog abbiamo sentito la vicinanza di tanti. L’augurio è che il 2013 porti serenità a tutti ma, soprattutto e per ognuno di noi, la forza di… una montagna. 
BUON ANNO.
Patrizia

martedì 18 dicembre 2012

Amarcord


Guardo fuori dalla finestra e mi accorgo che il paesaggio è cambiato, i tetti e gli alberi sono ricoperti di un bianco candore.
Anche la neve è passata a salutarmi, il mondo mi sembra si sia fermato, intorno solo silenzio, se chiudo gli occhi e mi concentro mi sembra di sentire un fiocco di neve cadere delicatamente al suolo.
Tutto appare sereno e, nonostante il freddo dilaghi tutto intorno, il mio cuore si riscalda e il mio pensiero torna indietro a quando ero bambina.
Una sola parola collegavo alla neve... slittino.
Io e mio fratello Alex ne avevamo uno in legno, dove salivamo entrambi per fiondarci dalla discesa davanti a casa. La quiete veniva interrotta dalle urla e dalle risate di due bambini che giocavano spensierati in mezzo alla neve, ogni tanto mi giravo e guardavo l'uscio di casa e lì in piedi con una mano appoggiata allo stipite c'era mia nonna  Alma che ci sorrideva.
Appoggio una mano al vetro e penso che sono sempre meno i giorni che mancano al Natale.
Quest'anno i regali per me sono arrivati in anticipo, infatti mi è stata donata l'amicizia e l'affetto di molte persone che mi hanno contattato e che fanno parte ormai del mio quotidiano.
Mi sento una privilegiata e ringrazio con tutta me stessa quello che il cielo mi sta dando.
Ringrazio inoltre la solidarietà che mi hanno dimostrato gli autori di due siti che hanno deciso di aiutarmi a diffondere la mia storia
e

Grazie, grazie, grazie....
                                        Sara

martedì 11 dicembre 2012

Una settimana di emozioni


I giorni appena trascorsi sono stati davvero speciali con eventi che hanno suscitato emozioni contrastanti.
Martedì scorso l’Eco di Bergamo ha pubblicato un’intera pagina, a firma di Angelo Monzani, dedicata a Sara e alla sua patologia. Le visualizzazioni del blog sono salite vertiginosamente e molte persone hanno contattato Sara in Facebook. I messaggi sono stati tutti di ringraziamento per il suo esempio, la determinazione e la capacità di affrontare la malattia. Qualcuno ha riflettuto sulla propria vita, apprezzando di più quello che ha, altri hanno messo a nudo la personale sofferenza insieme all’incapacità di superarla…
Sono arrivati anche messaggi di solidarietà con l’offerta di un aiuto concreto e di raccolta fondi.
Quale potrebbe essere l’aiuto per Sara? Darle l’opportunità di raggiungere il suo sogno, di iniziare una nuova vita in montagna lontano dall’inquinamento. Un aiuto economico quindi perché l’M.C.S. toglie anche la possibilità di un lavoro e del solo assegno di invalidità non si può vivere.
Il nostro blog e l’intero nostro progetto non sono però nati per questo motivo, ma per parlare dell’M.C.S. e ora, di fronte a questa nuova opportunità, è difficile dare una risposta. La scelta però è di Sara, è lei che deve decidere se accettare o no. È comprensibile come non sia facile respingere ciò che potrebbe cambiarle la vita o, perlomeno, avvicinarla al suo obiettivo, ma la sua coerenza la porta a rifiutare.
Io penso che tutto questo sia capitato nel mese di Natale non per caso, perché non si può rifiutare un dono da mettere sotto l’albero… neanche Sara potrà farlo.
Patrizia